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IN UN BOSCO DI FELCI, VICINO ALLE PENDICI DELL’ETNA,
VIVEVA UN POPOLO DI UOMINI PRIMITIVI.

SI NUTRIVANO DI BACCHE E SI DISSETAVANO
DELL’ACQUA DEL RUSCELLO

UN GIORNO, QUANDO SEMBRAVA DOVESSE SCOPPIARE UN
FORTE TEMPORALE SCESERO A VALLE PER PREGARE GLI DEI
E PER SCONGIURARE IL PEGGIO.

QUANDO ARRIVARONO, ILVENTO SI PLACÒ
E INSIEME ALLE POCHE GOCCE DI PIOGGIA COMPARVERO
DELLE PICCOLE ED ELEGANTI SCULTURE: ERANO DI PELLE
E DI TESSUTO, AVEVANO FORME STRANE, OGGETTI CHE LORO
NON AVEVANO MAI VISTO.

QUELLE FORME ERANO COSI DELICATE E FEMMINILI
CHE NE RESTARONO RAPITI ED AMMALIATI.
ERANO MINUSCOLE OPERE CHE RACCHIUDEVANO IN UNO
SPAZIO COSI PICCOLO LA LORO IDEA DI DELICATEZZA E GARBO.

TORNARONO ALLE LORO CONSUETE ABITUDINI
COL CUORE COLMO DI GIOIA PERCHè GLI DEI AVEVANO
REGALATO LORO LA “GENTILEZZA”